la meraviglia estiva degli impasti semidolci

tartelettes caramélisées avec prunes

Tornare dalla Francia e avere voglia di tartelettes. Niente di più scontato.
Una pasta madre che reclama attenzione, il bisogno di panificare, per riacquistare tempi e spazi, fisici e mentali.
Un impasto di pane, normale normalissimo: farina acqua pasta madre un pizzico di sale un cucchiaio d’olio.
E prugne. Prugne mature, biologiche, del contadino.

Fare il pane è un esercizio psicologico. Ne parlo anche qui, nella breve intervista sul neonato Leifoodie.
Rilassamento. Riflessione. Riappropriazione dei tempi e degli spazi.
Ma non solo. Improvvisazione. Esercizi di creatività. E di stile.

Un impasto salato può diventare dolce. O semidolce. Il pane si trasforma, cambia stato, forma, idea, sostanza.

Impastare è formare un flusso di idee. Che prende forma e sostanza nel tempo. Evolve. Uno stream of bakingness.

E’ per questo che di solito non seguo ricette.
E’ per questo che compro libri di cucina per leggerli, per sfogliargli sul divano, per amarli, ma non per seguirli.

Ceci n’est pas une tartelettes.

tartelettes caramélisées avec prunes
per 4 tortine

30 g di pasta madre rinfrescata
120 g di farina di frumento bianca bio
60 ml di acqua
un cucchiaino di olio extravergine di oliva
un pizzico di sale

per decorare la superficie
zucchero grezzo di canna
due prugne mature

Sciogliete la pasta madre nell’acqua, aggiungete la farina e cominciate a impastare. Verso metà impasto, aggiungete il sale e l’olio e continuate a lavorare l’impasto finchè non avrà raggiunto una consistenza liscia e omogenea.
Fate lievitare in una ciotola coperta, a temperatura ambiente, fino a raddoppio del volume (4-5 ore).
Dividete poi l’impasto in 4 parti uguale e stendete ogni parte, direttamente con le mani, in uno stampino da tartellette – crostatine precedentemente unto.
Spolveratene la superficie con abbondante zucchero di canna e disponete al centro, con una lieve pressione, una mezza prugna privata del nocciolo, con la parte interna verso il basso.
Fate riposare un’ora circa e poi cuocete per 30 minuti a 200 °C.

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5 risposte a “la meraviglia estiva degli impasti semidolci

  1. Anch'io ho questa stranissima abitudine: "E' per questo che di solito non seguo ricette.E' per questo che compro libri di cucina per leggerli, per sfogliargli sul divano, per amarli, ma non per seguirli."Io li sfoglio seduta al tavolo della mia cucina quando i bambini sono di la' e sto finalmente tranquilla oppure nel letto prima di addormentarmi. Sono più che ricettari fonti di ispirazione!!!!Tartellette magnifiche by the way…Scake

  2. Sono un fornaio impasto anche 120 file di pane al giorno a mano (senza impastatrice)senza ricette e senza termometri faccio un pane lunatico e sensibile alle stagioni ,proprio come me,domani provo le tue tartelletes, Grazie. Pietrangola di "Pane e Luna".

  3. grazie, cercavo proprio una ricetta con la pasta madre per qualche dolcino da colazione che non fosse pieno di zuccheri e grassi!"Fare il pane è un esercizio psicologico", mammina, quando impasto è tutto un insieme di emozioni, sensazioni, ricordi, è un momento di lavoro con la mia interiorità.

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