Yet another pita post

Questo è l’ennesimo post su una pita di riciclo.
E non dite che non vi avevo avvisato.

Ma stavolta cambia leggemente il metodo di cottura, e dopo essere stato molestato sulla pagina facebook della Comunità del Cibo da ardenti ricettofili, eccomi qua.

La cottura è simil-tandoor (dico questo pregando di non offendere nessuno), il magico forno di origine indiana dove è possibile cuocere di tutto, dai chapati alle verdure (e addirittura il pollo), e che è diventato il mio nuovo feticcio da balcone.
(amici, il mio compleanno è passato da un po’, ma non fissiamoci sulle date, non trovate sia un bellissimo regalo?!?!).

Ma facciamo un passo indietro. (si, arriva la ricetta)
Partiamo da un po’ di pasta madre rimasta dopo il rinfresco.
Aggiungete un poco di olio extravergine di oliva (a occhio, si), sale marino e erbe e spezie a piacere, a seconda dei vostri gusti e dal vostro etnicismo.
Io personalmente consiglio coriandolo in polvere o fresco, peperoncino e qualcosa di cipolloso come l’erba cipollina, il porro tritato sottilissimo o, perchè no,…
l’aglio orsino.
Impastate tutto per bene e formate tante piccole palline da 80 g circa ciascuna (per una padella del diametro di 22-24 cm).
Fate riposare per mezz’oretta, e poi pronti per cominciare.

Scaldate la padella sul fuoco. Due regole semplici per avere la temperatura giusta. Fornello più piccolo, fiamma viva, al massimo. Così non dovreste incorrere nel dilemma dell’ “oddio non cuoce” o nell'”oddio ho bruciato tutto”.
In medio stat virtus. (va mo là)

Stendete con un mattarello ogni pallina fino a ottenere una sfoglia circolare, poi trasferitela nella padella ben calda.
E qui il mio nerdismo ha contato che tre (3) minuti di cottura da un lato, e soltanto uno (1) dall’altro, possano farci ottenere quel risultato veramente indiano e etnico che desideravamo.
Pita (o chapati) veramente morbida, bollicinosa, pronta da farcire. E senza nemmeno scomodare l’ottimo ghee.

Dove stava l’errore? Da bravo piadinomane ero fautore del feticismo di rigirare la pita in cottura ogni 20-30 secondi, ma questo impedisce il fiorire delle bellissime bolle della foto. Imitando la cottura tandoor, dove l’impasto viene letteralmente “schiaffato” addosso alle pareti del forno, simuliamo questo bellissimo effetto.

Come si dice,
भूख अच्छा है.

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7 risposte a “Yet another pita post

  1. Riesci sempre a passare inosservato vero? Un comune mortale a mala pena si compra o si fa un forno a legna per cuocere il pane, tu, riesci, a procurarti un forno tandori….:-). Be, ormai ce l' hai e a meno di vendere il balcone, nessuno te lo toglie….quindi Buone Cotture

  2. Anch'io da un pò di tempo "riciclo" la pasta madre così e anch'io l'ho sempre cotta come la piada girandola in continuazione, però adesso proverò la cottura secondo il tuo suggerimento!Buona giornata, Silvia

  3. io pure ho sempre usato le eccedenze di impasto per fare delle cose tipo pita sulla teglia della piada.per avere delle pite che si aprono bene e si possono farcire comodamente stendo l'impasto sottile, ci spando due gocce d'olio e ripiego ( come un cassone),ritaglio a forma della teglia, e cuocio. Si gonfiano come il pane carasauadesso mi piace usare l'impasto in più, aggiungendo altra farina e strutto fino al 10 % del totale dell'impasto, come piadina.L'impasto va lavorato e cotto entro breve tempo, se no fa troppe bolle in cottura. Il gusto leggermente acido e il profumo rendono questa piada irresistibilemaurizio

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