Io non ho paura. Ho letto l’articolo di Paolo Martini su Sette e ora sì che so tutto sulle farine.

Non ho la pretesa di possedere lo scibile umano in termini di pane e farine. Ci mancherebbe.
Certo è che – dovete sapere, miei piccoli lettori – che il mio essere nerd e paranoico mi fa porre davvero molta attenzione sulle cose che scrivo, specie quando ho la pretesa di fare “divulgazione”.
Perchè basta poco per fare confusione nella testa delle persone, volente o nolente. 

Non c’è niente di peggio di un consumatore mal informato, e internet – perfortuna e purtroppo – dà la possibilità a chiunque di leggere e scrivere su qualsiasi argomento.

Poi leggi su Sette del Corriere della Sera (tiratura più di 500.000 copie, fonte wikipedia, mica brustulini, come si dice da noi) il solito articolo generalista che, a mio modo di vedere, fa più confusione che altro.
Ora, niente di tremendo, ma un pochetto più di completezza e precisione sarabbero graditi.

Poi ci credo che siete perplessi e dubbiosi sul futuro.

La migliore:
“se la farina ha un aspetto bluastro o rossastro, non usarla: è sicuramente alterata”.

P.s. Io non ho mai visto farine bluastre o rossastre, e nella mia dispensa ce n’è di ogni.

E voi?

(per leggere meglio, cliccare sull’immagine, dovrebbe vedersi meglio, ma dipende dal browser)

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6 risposte a “Io non ho paura. Ho letto l’articolo di Paolo Martini su Sette e ora sì che so tutto sulle farine.

  1. Scandaloso quanto scritto, veramente scandaloso. La farina di MAIS in Italia non si era mai sentita. E' tutta una operazione commerciale per far entrare il mais ed il kamut nelle nostre tavole. Invece noi abbiamo grani spettacolari in Italia e non abbiamo certo bisogno delle multinazionali. Speriamo di avere il tempo e la forza per arginare questi pazzi.

  2. Che spavento! Chiamare la farina 00 "Fior di farina" e "Farina di prima scelta" mi sembra scandaloso, soprattutto perchè è chiaro l'intento pubblicitario. Quando ormai, anche in ambito scientifico riconosciuto, si sta diffondendo la nocività di questo grado di raffinazione…!La farina tipo 2, invece, nemmeno viene nominata.Mi sconvolge, poi, il qualunquismo delle notizie riportate…

  3. Scusate l'ignoranza, ma non ho capito il commento "La farina di MAIS in Italia non si era mai sentita." Il granturco in Italia ha una tradizione di diversi secoli, o sbaglio? Altrimenti la polenta con cosa si dovrebbe fare? Ho frainteso qualcosa? Saluti, Luca

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