[PastaMadre&Coperto] Quello che non

Ci sono luoghi che ti sembrano familiari anche se, in realtà, è la prima volta che li vivi. Ti sembra di essere a casa, ti sembra di esserci sempre stato, di averli sempre vissuti e frequentati. Che sono una parte di te.
E a volte questi luoghi (e non luoghi) sono lontani, molto lontani, nel tempo e nello spazio, da dove ti aspetteresti di trovarli.
E allora, appena li scopri, ti stupisci, e sorridi, sopreso da un’immagine mentale che non ti aspetti.
Quello che non ti aspetti.

Ecco, l’Accademia del Tartufo, di Spinello di Santa Sofia, è proprio un luogo così.
Che sembra sospeso nel tempo, che è tante cose ma forse non ne è nessuna in particolare, che è rustico ma anche elegante e raffinato, che è tranquillo e silenzioso ma anche caotico e casinaro.

Si trova lontano molto lontano dalla vita di noi cittadini, nell’appennino romagnolo, e se Santa Sofia e Bagno di Romagna sembrano laggiù quasi in Toscana, Spinello è ancora più su, dopo qualche km di curve e di salita.

Entri, ed è bellissimo. Almeno per me, perchè…
…è tutto ciò che non ti aspetti da un ristorante-pizzeria dove, scopriremo, si può mangiare una interessante pizza a pasta madre.
Entri, dicevamo, e trovi i tavolini del bar, il biliardo, e i vecchi del paese (umarèlls) che giocano a carte. E che probabilmente fumerebbero se, grazie a Dio, non fosse vietato. Ti guardano un po’, ti squadrano, tu, forestiero, e forse si chiedono bonariamente che ci fai lì a Spinello.
E’ l’unico bar del baese…uguale…ritrovo per tutta la ex-gioventù del loco che bene o male deve trovare qualche modo per passare il tempo.

Poi ti siedi, nella sala poco avanti, e arriva Mary.
E qui la seconda sopresa. Chi ti aspetti di trovare in cucina in un ristorante quassù e blablabla? Una “pazza” brasiliana fondamentalista della buona cucina, dell’agricoltura locale (senza però dimenticare le proprie origini tra tapioca e dulce de leche) e del lievito madre, che vive a Spinello, anni luce da Rio de Janeiro, che ti travolge con le sue parole piene di entusiasmo e che, come intercalare, dice “ciò”, come ogni romagnolo che si rispetti.

Ecco, quello che non ti aspetti.

Quello che invece che ti puoi aspettare, e che trova confermare dopo l’assaggio dei piatti e della pizza, è l’enorme passione e amore che i titolari, Mary, appunto, e Cristian (lui “Spinellese” doc…si dirà così???) mettono nel lavoro che fanno.
Questo, secondo me, al di là della pizza con lievito madre o di altre ricette più o meno locali inventate da Mary (tra cui dei buonissimi gnocchi di castagne e rosmarino di cui rivendico la paternità di ricetta 🙂 è il piatto forte del locale.
Ormai, sono portato a pensare che l’entusiasmo e l’amore di un cuoco (e di un pizzaiolo) per il proprio mestiere sia tanto importante quanto la qualità delle sue realizzazioni. Anzi, preferisco magari qualcuno un po’ meno tecnico ma appassionato a un cuoco molto bravo ma che non ama il proprio mestiere.
Qui traspare proprio la passione, e la voglia di condividerla.
Questo, ti fa alzare da tavola con il sorriso, felice di aver vissuto questa esperienza gastronomica e umana.

Due righe sulla pizza.
Qui potete gustare una pizza “classica”, dove classica significa tonda, stesa sottile, e con farciture tradizionali da pizzeria, ma naturalmente cotta nel forno a legna e con impasto a pasta madre (la stessa che Mary spaccia negli eventi che organizziamo insieme).
Se avete letto la recesione di Berberè e un po’ state seguendo il filone della pizzeria post-moderna, con impasti molto spinti, cornicioni importanti e farciture spesso a fine cottura con abbinamenti ben studiati, qui siamo lontani.
Ed è proprio questo il bello.
Perchè partendo dallo stesso punto e dalle stesse basi: pasta madre e amore per il proprio lavoro, è bello vedere come possono nascere tantissime diverse esperienze, da quella di Berberè a quella di Accademia del Tartufo. Diverse ma nello stesso tempo interessanti e da provare.

Insomma, l’Accademia del Tartufo è una piccolo ristorante-pizzeria di montagna, dove, come dice Mary, “ogni cliente del luogo ha la sua pizza, che ho messo in carta con il suo nome e le sue farciture preferite”, è un luogo che ti sembra familiare, dove puoi ritrovare le tue passioni, e due chiacchiere sul lievito madre, ma anche assaggiare il dolce di latte con perle di tapioca, a conferma che locale e globale stanno dalla stessa parte, se legati dall’amore per il proprio lavoro.

Chi è? Dov’è?

Accademia del Tartufo
Via Centro n° 9 – Località Spinello – Santa Sofia (FC)

http://www.accademiadeltartufo.net
 

Fuorimenu

Mary è un’amica, e, nel pomeriggio, ci siamo divertiti a fare due pizze insieme.
Io, l’allievo, lei, la maestra.
E’ bello incontrare persone così, solari ed entusiaste della vita.

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6 risposte a “[PastaMadre&Coperto] Quello che non

  1. ho adorato fin da subito la tua energia… la tua carica di fare, imparare e insegnare e passare a tutti la voglia di provare con la pasta madre…purtroppo un "topolino" me l'ha mangiata tutta !!prima o poi devo venire da te per averne un altro pochino e per provare tutte le cose buonissime e bellissime che fai !!grande Mary !!

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