Dilemmi termici

Scrivere ricette mi piace. E’ un modo per condividere con il resto del mondo i miei pensieri, i miei sogni, i miei desideri e i miei risultati, senza dimenticare che lo scrivere ricette integra anche per una piccola percentuale il mio reddito mensile. 🙂

Mi piace così pensare che questo pane o quel cracker possa essere diventato, in tempi non sospetti, protagonista di una cena o di una merenda e magari portatore di complimenti e relativa soddisfazione per il cuoco/la cuoca di turno.
Scrivere ricette non è facile. E non è facile per il semplice ma, a mio modo di vedere, sorprendente, fantastico e rassicurante motivo che nessuna situazione, nessun ingrediente, nessuna mano che impasta, nessuna cucina e nessun forno è uguale all’altra.
Ancor di più se parliamo di pane a pasta madre, dove una buona parte del lavoro la fanno quei amorevoli esserini che chiamiamo lieviti e batteri.
Diversi da casa in casa, diversi da giorno a giorno. Mutevoli nel tempo e nello spazio.
E’ poesia, questo. Tremendamente bello. Tremendamente romantico.

Scrivere ricette è bello. Leggerle è altrettanto bello e mi piace da impazzire. A giudicare dal numero di libri e riviste di cucina nella mia libreria alcuni potrebbero pensare che io tenda al feticismo. Ma non c’è niente di più inaffidabile in cucina di una ricetta.
Anche il nostro amico forno elettrico, nel mio caso prodotto e riprodotto su scala multinazionale da Whirpool per Ikea (quanti milioni di forni venduti?), sotto sotto ci mente.
Ce lo aspettavamo, non neghiamolo.

Ma…
quanto siete sicuri che la temperatura che segna il vostro forno sia effettivamente veritiera?

Leggetevi questo articolo, su ilpost.it, che riporta un altro approfondimento, in lingua inglese, di Brian Palmer su slate.com.
In sintesi: non possiamo controllare la temperatura del nostro forno (casalingo, aggiungo), quindi, smettiamo di preoccuparci!

Si cuoce con la vista, l’olfatto, l’udito, il tatto e anche il gusto (se avete una lingua d’amianto), non con tre numeri rossi su un display (almeno non sono con quelli).

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5 risposte a “Dilemmi termici

  1. Proprio qualche giorno fa ho comprato un termometro da forno poichè avevo il sospetto che il mio forno non riscaldasse la pietra refrattaria a dovere a causa di una temperatura più bassa di quella impostata. I miei sospetti erano giusti, il mio forno internamente ha una temperatura di 20° in meno di quella impostata! Vorrà dire che per scaldare la pietra per le pizze lo lascerò acceso un pò di più del tempo indicato. Buone ferie!

  2. grazie del tuo post…condivido in pieno quanto detto da anna ferna. Nelle mie prove culinarie mi affido alla conoscenza che ho del mio forno, ormai ho fatto l'occhio sulla temperatura che indica e credo sinceramente che se dovessi usarene un altro farei un disastro e mi sentirei persa. Oramai il mio forno è un familiare, lo conosco bene e so come prenderlo, con un altro non saprei. Buon ferragosto!

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