Il nostro Slow Food Day (e la prima mostra dei lieviti casalinghi bolognesi)

Approdare in pieno centro storico, nel cortile del palazzo comunale, nel fulcro del passeggio di un sabato bolognese, è sempre fonte di un piccolo timore reverenziale.
Se aggiungiamo il fatto che a Bologna, per sabato scorso, erano previsti diluvi e uragani, beh, la tensione era alta.

Per fortuna le nefaste previsioni sono state smentite da un placido sole che ha sorriso alla nostra giornata, al nostro spaccio di pasta madre, alla nostra prima mostra di lieviti casalinghi, e allo Slow Food Day tutto.

Come ben sapete nel Cortile del Pozzo era stato spostato il Mercato della Terra, trasferitosi in pieno centro per la grande occasione dal cortile della Cineteca di Bologna, per festeggiare il compleanno di Slow Food.
Ma non solo, la Condotta Slow Food aveva preparato con cura un interessantissimo e giocoso percoso sensoriale, per i bambini e non solo, dove poter esercitare i propri sensi cercando di riconoscere attraverso il tatto, il gusto, l’olfatto, la vista e l’udito diversi cibi e diverse sensazioni.
Ritornare all’esercizio dei sensi, infatti, è un passo importante, forse il primo, per riappropriarci della nostra sovranità alimentare.

E poi c’eravamo noi, con il nostro gazebo e il nostro spaccio. Ma, sopratutto, i nostri volontari. Voglio ringraziare fin da subito tutti coloro che sono passati a dare una mano, perchè l’impegno della giornata è stato tanto e senza l’aiuto di tutti non avremmo avuto un successo come questo.

Quasi 200 “dosi” di pasta madre spacciata, centinaia di risposte (si spera esaurienti) a domande, richieste, dubbi…, almeno una decina di rinfreschi estemporanei realizzati per rinvigorire una pasta madre che, spaccio dopo spaccio, arrivava agli sgoccioli… una grande soddisfazione.

E poi c’è stata la mostra. Un tentativo. Un esperimento. Una follia.
Organizzare una mostra senza effettivamente organizzarla. Più che una mostra una chiamata alle armi.
Sabato mattina, mentre si allestiva, pensavo: “chissà quante persone porteranno la propria pasta madre?”
Ebbene, anche qui, un successo oltre le più rosee previsioni.
Una ventina di paste madri portate con orgoglio dai valenti spacciatori bolognesi, ognuna con la sua storia, il suo bel contenitore, la sua piccola “carta d’identità”.
C’era una bellissima biodiversità di paste madri, proprio per dimostrare che è questa la ricchezza di questo mondo panificatorio in ascesa… tante facce diverse per un unico obiettivo: un cibo (il pane) buono per noi e la nostra famiglia.
E quindi, ecco in bella mostra la pasta madre di segale, liquida, di frumento, di farro monococco… quelle in vasetto e quella legata, donatami in settimana dal maestro Giorilli…quelle più “giovani” e quelle più anziane e ricche di storia… una ventina di vasetti e scatoline per tutto il pomeriggio sono stati protagonisti di appassionati e curiosi che si avvicinavano per vedere, chiedere, scoprire, curiosare in questo pazzo mondo di chi si fa il pane in casa.

Poi, verso le 18,30, la grande unione. Nella nostra madia in legno abbiamo riversato il contenuto di tutti i vasetti e, a più mani, impastato questa grande pasta madre bolognese, ricca, si spera, di storia-amore-fermenti, e che poi abbiamo ridistribuito tra i presenti e che, ancora, spero possa dare vita a pani sempre buoni e gustosi nelle case di tutti coloro che se ne sono portati a casa un pezzetto.
 

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3 risposte a “Il nostro Slow Food Day (e la prima mostra dei lieviti casalinghi bolognesi)

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