Siamo cotti!

foto di Ester, che ringrazio anche per il bel post sul suo blog: esterdaphne.blogspot.it

C’è ancora profumo di pane nel cortile della Cineteca di Bologna, che tutti i sabati ospita il Mercato della Terra.

Le nostre cotture collettive sono state un successo. Abbiamo cotto, gratuitamente, quasi 100 tra pani, pagnotte, panini e focacce.
Anzi, forse più di 100, dal momento che molto spesso i nostri panificatori casalinghi sforavano e presi dall’entusiasmo portavano più di un pane da cuocere. Me compreso, ovviamente.

E’ stato fantastico vedere come la nostra iniziativa sia stata apprezzata, sabato dopo sabato gli iscritti alla “cottura collettiva” aumentavano tanto che è sempre stato necessario, per via delle dimensioni contenute del forno a legna, chiudere le prenotazioni fin dal mattino del venerdì precedente.

Profumo di pane, dicevamo.
Un momento magico, che cominciava con l’accogliere i panificatori, entuasiasti e mattinieri con il proprio fagotto ben protetto che conteneva il loro dono.
Una pagnotta che aveva costato loro notti insonni o levatacce, ma che era già vita, membro della famiglia, dono da custodire.
Le prime chiacchiere mentre si aspettavano gli ultimi ritardatari, e i primi commenti sui pani: “io l’ho fatto così…io coi semi…come lo formi tu? e tu?”, in un crescere di emozioni e di tensione emotiva, un climax che presto avrebbe raggiunto il suo apice nel momento di infornare.

foto di Chiara Frascari

Per infornare serve controllo, organizzazione, logistica, vitalità, condivisione. E’ come un cambio gomme durante un gran premio di formula uno: chi manovra il forno sa quanto la temperatura è perfetta, dà il via e come orologi svizzeri bisogna organizzarsi e sincronizzarsi facendo in modo di infornare i pani (di diverse forme e dimensioni) nell’ordine giusto e nel più breve tempo possibile in modo da assicurare loro una cottura perfetta avendo cura che il forno non abbassi troppo la temperatura interna.
Qualche volta ci siamo riusciti perfettamente, altre un po’ meno, ma i pani sono sempre stati cotti e, di sicuro, una volta a casa, mangiati.

foto di Chiara Frascari

E poi, subito dopo l’infornata, c’era quella calma quasi irreale, quella rilassatezza portata dalla convinzione che ormai buona parte del lavoro era stata fatta.
Qualcuno quindi si allontanava, chi faceva la spesa tra le bancarelle del mercato, chi approfittava per bersi una birra, un caffe’ o un bicchiere di vino seduto sulle panchine al sole. Chi restava attorno al forno, con l’ansia per la propria creatura, formando capanelli con altri panificatori discorrendo di cotture, cereali, varietà, mulini artigianali e casalinghi. Che bello.

Dopo mezz’oretta, Paolo (gestore del forno, ma è riduttivo…diciamo mente e cuore del progetto) mi guardava e diceva: “Senti, comincia a sentirsi il profumo del pane”. 
Credo che me l’abbia detto tutti i sabati, si vede che gli piace come emozione.
Da lì a poco quindi sarebbe stato ora di sfornare. E quindi, tutti a prepararsi, come nei momenti che preparano un parto. I taglieri dove sfornare i pani, i burazzi (nd. strofinacci in bolognese)…e la gente che di nuovo cominciava a riavvicinarsi.

Come all’uscita da scuola, quando i genitori cercano con lo sguardo tra la folle di studenti i propri figlioletti, così al mercato i panificatori cercavano di scoprire, dalle mani mie e di Paolo, se quella pagnotta ben cotta e lievitata fosse la propria…o meno.
“Ecco ecco, il mio… ma no, nel mio c’erano i semi di girasole…ecco forse è questo…guarda che bello quello, ma che ricetta è?”…e così via.
Un’emozione trovarsi il proprio pane, ancora caldo, tra le mani. Profumato di cenere, di caldo, di legna, di camino, di buono. 

Chi lo mostrava con gioia agli amici, chi lo fotografava, chi lo nascondeva subito e chi lo assaggiava, subito, ancora caldo, davanti a tutti, correndo il rischio che altri visitatori prendessero quel gesto come un’invito a assaggiare, a loro volta.
Ricordo ancora tutte le focacce di Marilù, divorate non appena sfornate, davanti al suo sguardo prima perplesso, poi soddisfatto, tanto da spingerla a portare, nelle edizioni successive, due “creazioni”, una per sè da portare a casa (e fotografare per il suo blog) e una per la comunità.

Avrete capito da queste mie parole che questi eventi di cottura collettiva al Mercato della Terra di Bologna sono stati un grande successo, sia in termini di affluenza di pubblico, visitatori, curiosi e – sopratutto – panificatori, che come piacere e gioia personale nel poter prendere parte a un evento dal sapore così antico eppure così moderno, di rottura.

Grazie a tutti.

foto dell’assiduo frequentatore Fabio Musolesi

Ma sopratutto grazie a Paolo Canto e alla Strada dei Vini e dei Sapori dell’Appennino Bolognese, per aver messo a disposizione il forno a legna e sopratutto per averlo gestito con maestria per tutti i sabati, comprese le levatacce per essere al mercato alle 7,30 del sabato mattina per accenderlo.
A Giorgio Pirazzoli e a tutto il Mercato della Terra di Bologna, per averci ospitato e per averci dato l’opportunità di creare questo momento magico, così come alla Condotta Slow Food di Bologna.
Al Forno Calzolari nelle persone di Matteo Calzolari e Francesco Monari, per aver creduto fin dal principio al nostro sogno e per aver impastato per noi quella ventina di chili di pasta madre regolarmente “spacciata” ogni sabato.

A tutti i volontari della Comunità del Cibo Pasta Madre: a Paolo, Chiara, Zeno, Luca, Samantha e Giulia, che naturalmente gratuitamente e con il solito entusiasmo hanno fatto sì che tutto andasse per il verso giusto.

E poi, sopratutto, a tutti i panificatori che coi loro sorrisi hanno accompagnato queste giornate: Alessandro, Ana Maria, Angela, Anna, Anne, Antonella, Arabella, Cecilia, Cristina, Domenico, Ermes, Ester, Fabio, Fausto, Gianni, Ginetta, Giovanni, Giulia, Giuseppe, Laura, Lauriane, Lorenzo, Lucia, Luigi, Luisa, Marco, Maria Teresa, Marianna, Marilù, Matteo, Miglietta, Milena, Paolo, Pierpaolo, Riccardo, Rosaria, Samantha, Silvia, Stefania, Valeria… sperando di non aver dimenticato nessuno.
Che i vostri pani siano sempre ben lievitati!

Mi auguro, anzi, sono certo, che avremo presto l’opportunità di replicare queste belle giornate e iniziative, vi aspetto!

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5 risposte a “Siamo cotti!

  1. Che emozione e quante lacrime nel leggere questge parole , tanto da non riuscire neanche a vedere i tasti del computer,, grazie a te riccardo di aver dato vita a questa grande e stupenda avventura

  2. Assolutamente tutto tutto vero!Grazie mille a te, e a Paolo, e a Calzolari, e al mercato, e a tutti i panificatori, sono state mattinate intense di emozioni!!! Grazissime!!!

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