Concludiamo la pubblicazione dell’intervista alla Kamut

Dopo il grande interesse e fermento suscitato dalle tre precedenti pubblicazioni (trovate tutti i link nella barra laterale sinistra), concludiamo oggi la pubblicazione dell’intervista integrale alla Kamut.
In molti di voi hanno scritto e commentato, sia in maniera positiva che negativa, com’è giusto che sia, ritengo quindi che questa piccola inchiesta si sia rivelata un successo, visto l’interesse.

Questo significa sopratutto che noi consumatori abbiamo bisogno di risposte, di chiarezza, di verità.
Che ormai, per fortuna, grazie a internet sopratutto, non ci bastano più le leggende metropolitane e le voci di corridoio.

Credo, e spero, che il mio lavoro di “inchiesta” sia apprezzato per questo.
Anche se, come sempre accade, può dare fastidio a qualche fondamentalista, in un verso o nell’altro.

 21-    Come mai buona parte del consumo globale di Kamut è in Italia? Come mai i consumatori degli altri paesi europei non apprezzano questo prodotto?
A dire il vero, il grando khorasan KAMUT è apprezzato un po’ dappertutto in Europa. Infatti ogni anno riscontriamo una crescita in vari Paesi europei. Comunque, di sicuro la crescita in Italia è la maggiore. Noi stessi stiamo ancora cercando una risposta valida per giustificare tanta popolarità. In generale una buona parte dei consumatori italiani sembra apprezzare molto il gusto e la consistenza di questo grano. Inoltre, i consumatori italiani sono molto attenti e interessati alle alternative al grano moderno, specialmente per via delle sensibilità alimentari.
22-    La monocultura “intensiva” di grano Kamut nelle pianure nel nord america non è essa stessa fonte di contraddizione nel rispetto della biodiversità?
Anche se utilizziamo molti ettari di produzione in Nord America, il territorio è davvero vasto e la nostra area corrisponde a meno dell’1% di tutta la produzione di grano nelle Grandi Praterie del Nord. Inoltre, come spiegato precedentemente, consentiamo ai nostri agricoltori di destinare solo una parte limitata dei loro appezzamenti alla produzione di grano khorasan KAMUT. Ciò favorisce la diversità, che è un obiettivo fondamentale in qualunque sistema biologico.
23-    Se un agricoltore semina Kamut in Italia e lo vende come normale frumento o “antica varietà”, è passibile di denuncia o di ripercussioni penali?
Come abbiamo già tentato di ribadire più volte, poiché KAMUT è un marchio e non il nome di un grano, è impossibile seminarlo. Se, però, un agricoltore vuole coltivare un qualsiasi tipo di antico cereale e poi vendere questo grano come grano normale o “antica varietà”, per noi non c’è alcun problema.
24-    Se un agricoltore vuole cominciare a coltivare Kamut e stipula un contratto con la Kamut Enterprise, deve acquistare i semi dalla Kamut? I semi saranno sterili, o è possibile auto-produrseli?
Tutti i semi devono essere acquistati da noi e rivenduti a noi allo scadere del contratto. Ciò serve ad assicurare la purezza e la pulizia del seme, per preservare la varietà e rispettare le nostre garanzie. Non guadagnamo nulla dalla vendita dei semi agli agricoltori, dal momento che forniamo Ioro i semi ogni anno allo stesso prezzo che paghiamo per il grano che loro producono. Questo programma è molto diverso da quelli che esistono normalmente nel mondo dell’agricoltura, dove gli agricoltori spesso pagano prezzi stellari per i semi e ricevono compensi molto bassi per ciò che vendono. Ovviamente I semi NON sono sterili, poiché non è stato fatto nulla per modificarli. La manipolazione o la modifica di una varietà sono qualcosa di totalmente contrario alla nostra filosofia.
25-    Non trovate in contraddizione il fatto che il cereale maggiormente consumato nel mercato biologico italiano (che dovrebbe identificare una fascia di consumatori quantomeno “consapevoli”) sia un prodotto sì biologico ma a filiera lunghissima e prodotto sotto l’egida di un marchio registrato?
Non c’è assolutamente alcuna contraddizione fra l’uso di un marchio e il sostengo all’agricoltura biologica, specialmente nel caso del marchio KAMUT, che può essere utilizzato SOLO per vendere un grano da agricoltura biologica e prodotti a base cereale certificati biologici. Nel mercato del biologico, inclusa l’Italia, si possono trovare molti marchi che garantiscono determinate caratteristiche, perciò non siamo certamente soli. Nemmeno la lunghezza della filiera a cui lei fa riferimento è inconsueta nel mercato del biologico, che include caffè e cioccolato biologico dall’America centrale, riso Basmati biologico dall’India o fagioli Azuki biologici dal Giappone, come anche Quinoa dal Sudamerica.
26-    Si sentono spesso voci, specie negli ultimi anni (2008, 2009, 2012) di speculazioni sul mercato globale dei cereali. E’ così anche per il Kamut?
No.  Come abbiamo già precisato, il nostro sistema non fa speculazioni, ma siamo stati colpiti dagli estremi aumenti dei prezzi, come spiegato nella risposta alla domanda 4.
27-    Ci sono voci che per il 2012 ci saranno problemi di approvvigionamento di Kamut in tutto il globo. A cosa è dovuto questo? Questo porterà a un aumento sconsiderato dei prezzi come spesso accade in situazioni di monopolio quando manca il prodotto?
Si veda la risposta alla domanda 13.
28-    Spesso nel mercato dei cereali si assiste a delle speculazioni tenendo ferme e bloccate le scorte nei magazzini per far alzare la domanda e così i prezzi. E’ così anche per il Kamut?
No, così si comportano gli speculatori avidi. Il nostro obiettivo è che ognuno all’interno della filiera collabori insieme agli altri per raggiungere un profitto equo in base all’impegno e senza che nessuno riceva benefici aggiuntivi sottobanco o a spese di qualcuno. Oggi, ogni chicco di grano non destinato alla semina per il raccolto dell’anno successivo, noi lo mettiamo in vendita. Come forse alcuni già sapranno, un aspetto importante della nostra filosofia, alla base della nostra maniera di prendere decisioni è che “ognuno deve poterne beneficiare equamente, dall’agricoltore al consumatore”. Secondo i nostri piani, lo stock extra è usato solo come scorta di sicurezza (come abbiamo già spiegato) e non sarà mai usato per manipolare i prezzi di vendita.
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15 risposte a “Concludiamo la pubblicazione dell’intervista alla Kamut

  1. Bella questa intervista, complimenti! Sono nuovo di questa comunità, non ho mai fatto ancora il lievito madre ma conto di farlo a breve. Sono pizzaiolo e insegno a fare pizze di kamut. Scrivo per dire che aimè il prezzo del Kamut è andato alle stelle. già era caro, ora di si parla di 100 euro a sacco da 25 kg. e le scorte sono esaurite ormai!

  2. Ciao a tutti e grazie per la tanta attenzione da parte di Kamut Enterprises of Europe.Siamo entusiasti di confrontarci con i consumatori e chiunque sia interessato alla nostra azienda, ai nostri valori e al cibo biologico e di qualità che produciamo. Perciò vi invitiamo a contattarci per qualsiasi informazione o curiosità: rebecca.rossi@kamut.comBuona settimana e buone lievitazioni!Rebecca

  3. Ciao Gallo,è fondamentale che chi è un professionista di questo settore, come pizzaioli e panificatori, si sensabilizzi sull'utilizzo del lievito madre (e di farine di qualità) con l'obiettivo di offrire ai consumatori un prodotto buono, sano e digeribile.

  4. Buongriorno Rebecca, ho ritenuto corretto, prima di esprimere le mie opinioni strettamente personali, pubblicare infatti integralmente lo "stato dell'arte" della questione.Purtroppo infatti c'è troppa disinformazione in rete, e falsi campanilismi (chi è sempre pro, chi è sempre contro). Il mio obiettivo è di dare al consumatore gli strumenti per capire.

  5. Ciao Riccardo, sai darmni qualche informazione sul grano Saragolla? Dicono che sia l'alternativa italiana al kamut…Cresce solo al sud? La sua farina è panificabile? Grazie e complimenti per il blog che seguo sempre con piacere.

  6. Ciao, puoi dare un'occhiata a questo sito http://www.biolandweb.it/khorasan_grano_duro.html Sono produttori di grani antichi (non modificati geneticamente) tra cui khorasan (o saragolla). Tieni conto che il KAMUT non è altro che il marchio registrato ai prodotti ottenuti da questo cereale. Il Saragolla è identico, ha le stesse fonti proteiche e soprattutto non arriva dal nord America. Ho conosciuto di persona i produttori di Bioland e acquisto le loro farine, se hai bisogno di più informazioni li puoi contattare direttamente.

  7. Grazie Giupp! Ho sentito dire che il grano Saragolla proviene da una semente registrata da una ditta sementiera bolognese e che proviene dalla varietà Iridea, non dalla t. turgidum turanicum a cui appartiene il Saragolla tradizionalmente coltivato in Abruzzo. Il Saragolla Iridea ha le stesse proprietà del Kamut? Tra brevetti e varietà registrate non ci si raccapezza più. Anche il monococco è stato registrato nel bresciano come Shebar…!!

  8. Ciao Giupp!E' più corretto dire Kamut e Saragolla e Khorasan e qualsiasi altro nome di fantasia appartengono alla stessa famiglia di Triticum turgidum ssp. turanicum.Naturalmente, provenendo da territori diversi, coltivazioni diverse, semi diversi…sono diversi tra di loro.E' un po' come dire: Senatore Cappelli e Creso sono tutti e due grani duri, perchè appartengono alla stessa famiglia Triticum turgidum ssp. durum, ma sono mooolto diversi.L'importante è fare chiarezza, ognuno poi farà le sue scelte.Io contesto l'atteggiamento "monopolistico" del Kamut, anche se devo ammettere che a livello qualitatitvo e di selezione "in campo" abbiano fatto un ottimo lavoro.

  9. Inchiesta interessante. Ora spero di trovare anche approfondimenti anche su altri cereali antichi. Personalmente sono molto incuriosita dal grano Senatore Cappelli. E' possibile avere qualche informazione?Un'altra domanda: cosa ne pensi della farina tipo 2 del Mulino Marino ?Gigliola

  10. Ciao Gigliola,spero breve avremo tempo di pubblicare altri approfondimenti sui cereali e su altre varietà di grano.Il Senatore Cappelli è una interessante varietà di inizio secolo di grano duro, tornata di "moda" negli ultimi anni.Personalmente lo ritengo un ottimo prodotto, forse sopravvalutato ultimamente però.Non ricordo di aver provato la farina tipo 2 di Mulino Marino. Non li conosco abbastanza bene per darti un commento, posso dirti che alcune loro farine che ho provato erano molto buone, altre un po' meno.

  11. Ciao,nella barra in alto, sul pulsante "I cereali" trovi tutti gli approfondimenti tematici, tra cui l'intervista alla Kamut nelle sue varie parti.

  12. Salve a tutti! Di recente ho scoperto di essere intollerante alla farina di grano, ma non celiaca. Dal momento che risulto un soggetto a rischio di intolleranze sto cercando di mangiare nel modo più vario possibile utilizzando tutti i cereali al posto della pasta normale e mi sono interessata anche al Kamut sul quale ho avuto pareri discordanti. Il mio dubbio è: essendo sempre una tipologia di grano lo posso mangiare o no? Grazie

  13. Ciao,Il kamut è una varietà di grano duro.Dovresti parlare con chi ti ha diagnosticato questa intolleranza…altre varietà di "triticum" puoi mangiarle, ad esempio il farro?Fai comunque benissimo a variare la tua dieta utilizzando cereali e pseudo-cereali (quinoa, grano saraceno, ecc) in forma di chicchi, fiocchi e farine.

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