Kamut, le prime domande (e risposte)

Passato il carnevale, eccoci di nuovo a trattare argomenti interessanti e anche un po’ scomodi.
Ritorniamo all’approfondimento sul grano Kamut di qualche settimana fa:
come ricorderete (altrimenti potete ri-leggervelo qui) ho fatto una lunga intervista alla Kamut Italia ponendo loro alcune delle domande che tormentano di più noi consumatori.
Sono domande che vanno a approfondire diversi aspetti della coltivazione e sopratutto del consumo e della distribuzione di questo prodotto-marchio.

Non ho ricordo di interviste così approfondite sul tema Kamut e nello stesso tempo non ho trovato in rete nulla di così approfondito di quello che sto per pubblicare. Spero che quindi questo approfondimento sia utile a tutti voi per capirci qualcosa di più sul Kamut e sul mondo dei cereali in generale.

Il primo obiettivo di questo sito e della Comunità del Cibo Pasta Madre, infatti, è di fare cultura, far comprendere ai consumatori come stanno veramente le cose, in un mondo dell’agroalimentare pieno di criticità e contraddizioni, pieno di fondamentalismi e di bandiere.

Per questo motivo ritengo importante procedere come segue.
Pubblicherò in primo luogo tutte le domande e tutte le risposte ricevute in maniera integrale, senza correzioni nè filtri, a partire da ora.
E’ parecchio materiale quindi dividerò la pubblicazione in diversi post per alleggerirne la lettura.
Al termine di questo, pubblicherò il mio pensiero e alcune valutazioni di fondo.
Naturalmente quelle saranno valutazioni personali, che siete ben liberi di accettare o criticare.
 
Cominciamo?

1- Kamut è un marchio registrato. Non credete che questo non significhi salvaguardia della biodiversità ma il suo sfruttamento?
La risposta breve è “assolutamente no”. Infatti, fin dall’inizio noi ci impegnamo a promuovere la biodiversità, attraverso la promozione dell’agricoltura biologica, la salvaguardia di questa antica varietà di grano da qualunque foma di ibridazione o alterazione genetica e garantendone l’alta qualità nutrizionale e la purezza. Il marchio KAMUT è lo strumento necessario per raggiungere questo scopo, tramite il rispetto di un disciplinare da parte di chi ne fa uso. Ciò significa che per usare il marchio, il grano deve essere coltivato secondo il metodo dell’agricoltura biologica, non deve essere mai stato incrociato con grano moderno, o ibridato, o geneticamente modificato, in alcun modo. Ovvero deve essere puro da contaminazioni con grano moderno o altre impurità, oltre che ricco di proteine e minerali importanti per la salute. Per una spiegazione più completa, vi invitiamo a visitare il nostro sito kamut.com.
2- Che differenza c’è tra il Kamut e altre varietà di frumento come Grano Duro e Farro, dal punto di vista nutrizionale?
A livello nutrizionale, al confronto con altri grani, il grano khorasan a marchio KAMUT è generalmente più ricco di protein,e minerali (il più significativo è il selenio, dovuto all’area di produzione) e vitamine. Questa differenza è ancora più lampante se confrontato con un grano moderno. È stato rilevato più volte che è anche facilmente digeribile e consumato senza difficoltà da molte persone con una ipersensibilità verso il frumento. E da parte nostra destiniamo cospicui investimenti alla ricerca scientifica in Italia per capire cosa determina questa differenza. Dopo molti anni, sono in corso di pubblicazone alcuni studi che relazionano su tali risultati. È chiaro che i moderni programmi di ibridazione, basati soprattutto sulla resa e altre considerazioni industriali, hanno modificato il grano moderno al punto che molte persone non sono più in grado di digerirlo adeguatamente. Anche alcune varietà di farro sono state sottoposte a queste trasformazioni e il risultato è una perdita delle precedenti proprietà nutrizionali. Ma non essendoci particolari requisiti per l’etichettatura, è impossibile sapere quale sia farro originale e quali tipi siano invece il risultato di incroci con grani moderni. Grazie all’uso del marchio, noi riusciamo a evitare che ciò avvenga per il grano khorasan KAMUT.
3- Come mai il prezzo del Kamut è mediamente più alto rispetto a quelli degli altri frumenti?
Le ragioni principali per cui il grano khorasan KAMUT è generalmente più costoso di altri cereali sono due. La prima è dovuta al fatto che noi crediamo che gli agricoltori debbano ricevere un compenso adeguato e giusto per la loro produzione, quindi il compenso che ricevono da noi è più più alto dei prezzi normali del grano, che normalmente non sono buoni e giusti. La seconda ragione è che oltre al compenso, noi paghiamo agli agricoltori un premio di produzione per compensarli della bassa resa di un grano antico rispetto ai grani moderni.
4- Come mai il prezzo del Kamut subisce delle oscillazioni di prezzo più ampie rispetto agli altri frumenti e cereali?
Fino al drammatico aumento dei prezzi che ha colpito il mercato del grano tre anni fa, noi avevamo mantenuto il nostro prezzo molto stabile per 15 anni, perché avevamo impostato il nostro compenso per gli agricoltori ben al di sopra del normale valore di mercato. Negli ultimi tre anni si sono verificate grandi oscillazioni dei prezzi in tutte le commodity del mercato, come non si era mai visto prima. Ciononostante, noi non stiamo al gioco del profitto che normalmente porta solo a delle speculazioni. Dal momento che i nostri ricavi sulle vendite del grano si basano su un importo fisso a tonnellata, non guadagnamo di più se i prezzi aumentano. Tuttavia, se questa speculazione forza i prezzi del grano a livelli irragionevoli e agli agricoltori vengono offerti alti compensi per coltivare altri cereali, anche noi siamo obbligati ad adeguarci a questi prezzi. E poiché i prezzi si stabiliscono per un anno intero, l’aumento ricade poi sui clienti. Ma è doveroso segnalare che spesso è accaduto che gli agricoltori si vedessero offerti lauti compensi nella stagione della semina, ma che le promesse non fossero poi mantenute al momento del raccolto. Siccome invece noi manteniamo le promesse, abbiamo un gruppo di agricoltori molto leale.
5- Perchè il Kamut viene coltivato soltanto in nord-america e non è possibile trovare Kamut italiano?
Una spiegazione ancora più completa è recuperabile nella risposta alla domanda 8. Intanto ci teniamo a precisare che fin dagli anni ’90 conduciamo prove sperimentali in varie parti del mondo, a un duplice scopo: avere una sicurezza in più per la fornitura diversificando le aree di produzione e avvicinare la produzione ai mercati. Abbiamo fatto prove in più di 20 Paesi, ma fino ad oggi non abbiamo ancora individuato un’area che equivalga al Nord America nel garantire la qualità del marchio KAMUT in maniera costante, come i nostri clienti si aspettano. Comunque la ricerca continua e le nostre prove sono tuttora in corso. 
(continua…)
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4 risposte a “Kamut, le prime domande (e risposte)

  1. Uhm, questa politica ha come risultato finale che il prezzo al consumo della farina di kamut si aggira intorni ai 5 euro al chilo. Li vale? Personalmente direi proprio di no. Non mi sognerei mai di spenderli per un chilo di farina che secondo me non ha tutto questo gran gusto, mi andrebbe di traverso il pane.

  2. avrei un po di domande sul kamut, ho letto la astoria del kamut.sapreste rispondermi o indicarmi chi sa di più su questo argomento, ma solo in merito alle mie domande:In questa azione di registrare la parola Kamut, c'è l’intento di reclamare un diritto di proprietà sul grano? possono farlo per legge? nessuno può essere proprietario di qualsiasi grano trovato in natura; d'altra parte è possibile essere proprietari di un marchio. la famiglia Quinn è proprietaria della parola Kamut, o del grano khorasan. ossia uno non può commercializzare il khorasan con il nome kamut sulle confezioni di vendità o in pubblicità, oppure non prorpio usare la parola Korashan e produrre o vendere lo stesso da se?un altra domanda è: anche se è registrato, posso coltivarlo lo stesso per uso mio proprio, anche se non lo commercializzo?le sementi del Khorasan per essere garantite di essere puro khorasan, devono essere prese dal marchio che le produce, ma le dobbiamo pagare? all'inizio di certo si. ma se io con 18 kg di grano khorasan ho un raccolto di mezzo quintale una volta piantato, quel mezzo quintale lo devo ripagare, qualcuno può acquistare parte del mio mezzo quintale autopropdotto senza passare dal consenso del markio kamut, sia che lo commercializzo sia che non lo auto-consumo?ma se tale grano che io vendo al mio vicino, viene da questo modificato a mia insaputa, e lo spaccia come kamut, non sarebbe più possibile per i consumatori sapere realmente cosa hanno comprato. Ma proprio attraverso l’uso di un marchio registrato come “KAMUT®”, questo potenziale rischio è scongiurato.però è l'unico modo di agire quello del markio? non si può fare come il constatare se il grano Khorasan è modificato come si fa con l'accertamento dei prodotti biologici? per il biologico non c'è un monopolio, ma delle leggi nazionali che fanno controlli analisi in laboratorio ed accertano prensenze o meno di interferenze.( Quindi, chiunque voglia utilizzare il marchio registrato “KAMUT®” deve siglare, senza alcun costo, un contratto di licenza che lo impegna a rispettare tali specifiche di qualità).questa frase sopra è stata scritta su un sito che vende kamut registrato, ma è proprio vero senza costo? allora cosa serve un marchio se loro non ci guadagnano?

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