Un falafel a pasta madre

foto tratta dal blog http://www.cindystar.it, diritti riservati

Buon giovedì a tutti. Ci stiamo avvicinando alla fine della settimana, finalmente. Questo significa da un lato dormire qualche oretta in più (e Dio solo sa quanto ne ho bisogno), dall’altro avere un po’ più di tempo per deliziarci con il nostro momento panificatorio settimanale!

Intanto, ho due belle ricette in progress che alcuni di voi avranno già visto su facebook che saranno pubblicate nelle prossime ore. Tra l’altro una è estremamente “carnevalizia” e quindi perfetto per questi ultimi giorni di festa.
Arrivano, non temete.

In questo post non c’è nessuna ricetta (purtroppo, direi, perchè anche se sono solo le 8 del mattino questa foto mi invoglia parecchio, e a voi?) ma una riflessione che mi ha portato una mail ricevuta stamane dall’amico, spacciatore e grande collaboratore della Comunità, Giancarlo di Torino (e Parma).

Ve la copio qui sotto:

cari amici spacciatori,
come sapete sono vegetariano, e da buon vegetariano sono anche ghiotto di felafel … i migliori per me sono quelli di Said, kebabbaro storico di Parma originario dell’Algeria… lì prepara freschi con farina di fave secondo l’antica ricetta tradizionale algerina, e sono morbidi e fragranti a differenza di quelli surgelati prodotti dall’industria alimentare che tanti altri propongono … Said non è mai caduto in questa tentazione perché profondamente orgoglioso del proprio lavoro e delle tradizioni della sua Terra … qualche settimana fà mentre mangiavo felafel con l’amico Maurizio mi ha sentito parlare di lievito madre … con la gentilezza che lo contraddistingue mi ha raccontato del suo passato da panettiere e come la lievitazione naturale fosse diffusa anche in Algeria… su sua richiesta qualche giorno dopo sono tornato con una dose che Said ha rinfrescato in grande quantità … oggi ho potuto assaggiare il mio primo panino felafel fatto con Berta, la mia Madre ultracentenaria originaria dell’Umbria … i panini di Said sono una via di mezzo tra la piadina ed il pane arabo, mi ha colpito la fragranza del pane, per nente gommoso ed il sapore per me familiare del “vero” pane

ho sentito il desiderio di condividere con voi la gioia di questa esperienza che parla di un legame che va oltre le differenze, perché attinge alle nostre radici più profonde …

vi saluto con affetto,

Giancarlo

Cosa mi fa pensare questo?

A parte il mantra “ho voglia di un falafel ho voglia di un falafel ho voglia di un falafel” che mi ripete la mia parte destra del cervello, questa mail rappresenta il simbolo e il messaggio di quello che come Comunità del Cibo dobbiamo proporci di fare. 
E cioè condividere con il resto del mondo le nostre passioni. La pasta madre è talmente travolgente che il resto verrà da sè.

Spessissimo ricevo mail e messaggi su twitter (a proposito, avete notato la nostra nuova pagina twitter? il link è nella barra laterale sinistra) e facebook di amici che mi ringraziano per averli coinvolti nel mondo della pasta madre. Persone che mai si erano preparate una pizza Catarì in scatola 🙂 ora sono nel “tunnel” della pasta madre, e il loro entusiasmo mi/li coinvolge sempre di più.
Incredibile.
Questo è fantastico.

E pensate quanto può diventare ancora più fantastico se il nostro/vostro panettiere di fiducia, ma anche pizzaiolo, cuoco, ecc… fino al kebabbaro (che bello) viene folgorato sulla via di Damasco (proprio calzante questa immagine) e comincia a utilizzare la pasta madre per le proprie panificazioni.
Magari sostituendo prima il lievito di birra in un prodotto solo…poi piano piano magari in tutti!
E così non saremo solo noi e i nostri amici a godere di questa magia, ma anche tutti i clienti di quella attività commerciale, e così via… sempre più impastati nella pasta madre!

Allora mi è venuta un’idea: poniamoci tutti noi, spacciatori e simpatizzanti della pasta madre e di questo sito, un obiettivo per il 2012: coinvolgere almeno un “professionista” della panificazione a utilizzare la pasta madre nelle proprie preparazioni.

Che dite? E’ una bella sfida?

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3 risposte a “Un falafel a pasta madre

  1. Ciao Riccardo, ma lo sai che per me è assurdo che i panificatori professionisti usino il lievito di birra. Io vivo in Emilia ma sono calabrese e da me è impensabile comprare il pane dal fornaio e "mangiare" lievito di birra! Tanto che mia madre che mi sentiva parlare della pasta madre invece di farla da sè se n'è fatta dare un po' dalla signora dove compra il pane. Cercherò di diffondere il "verbo" intorno a me…ci proverò almeno ;)Posso approfittare per farti una domanda? Il mio pane ultimamente ha un retrogusto un po' acidulo puo' essere che far lievitare l'impasto tutta la notte e poi altre 4 ore dopo aver dato la forma sia troppo? Rinfresco la pasta madre almeno 2 volte a settimana.Grazie mille!Alessandra

  2. Ciao Alessandra, il retrogusto un pò acidulo è sicuramente dovuto ad una lievitazione troppo prolungata. Normalmente inforno il pane quando vedo che la forma inizia a spaccarsi … un'altra tecnica che ho imparato da Annalisa (http://fermentiselvatici.blogspot.com) è quella di mettere una noce di impasto a bagno in un bicchiere d'acqua, quando viene a galla l'impasto è pronto per essere infornato … se vuoi continuare con la lievitazione notturna allora scegli un luogo fresco, in modo da rallentare la fermentazione … personalmente rinfresco una volta alla settimana, ma ho delle Madri ultracentenarie decisamente forti … a presto! Giancarlo

  3. Ciao Alessandra, vedo che ti ha già risposto correttamente Giancarlo!Per il resto, dipende sempre cosa significa "lievitare tutta la notte": se impasti alle 19 e al mattino fai le forme alle 10 non è il massimo, specie se hai una casa calda, ma se impasti alle 24 e fai le forme alle 7 può andare 🙂

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