Non nevica lievito di birra

dettaglio della fontana del Nettuno innevata e ghiacciata – Bologna – 1 febbraio 2012

Era già successa una cosa simile qualche giorno fa, quando, con lo sciopero degli autotrasportatori, si era bloccato il trasporto su gomma e con esso buona parte del mercato agro-alimentare italiano. Quasi tutto.
Specie quello convenzionale, quello abituato a avere filiere lunghissime, passaggi di mano e di strada, costi che esplodono o prezzi che per essere contenuti vanno a incidere sul portafoglio di chi quei prodotti li produce (i contadini) e sullo stomaco di chi li consuma (noi).

In quei giorni avevo pensato di scrivere un articolo su queste pagine dai toni soddisfatti, perchè lo sciopero, seppur disastroso, aveva messo in luce le criticità del sistema-cibo italiano e quindi ancora più in risalto la non sostenibilità di esso. Avrei indicato la filiera corta, il mangiare locale e di stagione come possibili soluzioni. Forse avrei usato toni entusiastici.
Poi ho desistito, sopratutto per rispetto di tutti quegli agricoltori che per questo sciopero hanno perso interi raccolti, il lavoro di una stagione, il reddito di un anno. E allora non mi è parso il caso infierire.

A proposito di questo, vi invito a leggere questo breve post di Carlo Bogliotti.

Dopo lo sciopero, è venuta la neve, questa volta sembra davvero per infierire. E qui a Bologna ne è venuta parecchia, tanto da bloccare le strade, e così, anche stavolta, gli approvvigionamenti di cibo e di materie prime. Di nuovo la corsa ai viveri, la corsa agli scaffali dei supermercati, di nuovo la paura di morire di fame.

Le conseguenze di questi disagi creati da questi fenomeni comunque naturalissimi, prevedibili e classici dell’inverno, sono molteplici, anche sorprendenti.
Così ieri sera ho letto che, continuando questo tempo atmosferico critico, i consumatori bolognesi rischieranno di restare senza pane nella prossima settimana.
Oddio, che sarà mai? Black out elettrico che fermerà i forni e le impastatrici? No, mancanza di lievito di birra, rottura di stock per difficoltà di approvvigionamento.

Allora, premettendo che anche in questo caso va la mia massima solidarietà a chi lavora ma rischia di non arrivare a fine mese, e premettendo ancora che sicuramente questo problema verrà risolto in tempi brevi, vi confesso che un sorrisetto è apparso sul mio volto.
E subito un pensiero… se tutti facessero il pane con pasta madre, non ci sarebbero questi rischi.
Permettete il ragionamento semplicistico, ma che ha sicuramente fondamento di verità.

I panificatori mi risponderanno che fare il pane con pasta madre è impossibile e insostenibile ma le pagine di questo blog e un buon numero di panificatori di tutta Italia che sto conoscendo in questo viaggio potrebbero smentirli.
Certo, serve impegno. Organizzazione. Volontà.
Serve anche che questo pane venga apprezzato dai consumatori e così anche pagato il giusto prezzo, e per far si che questo accada credo e spero di mettere tutto il mio impegno con queste parole e con questo sito.

Insomma, non tutta la neve come non tutti gli scioperi vengono per nuocere, proviamo a rifletterci un poco anche stavolta, e passo dopo passo forse le cose cambieranno.

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Una risposta a “Non nevica lievito di birra

  1. Anche a Roma è successa la stessa cosa: assalto ai supermercati e scaffali vuoti.Niente più pane fresco e nemmeno più il lievito di birra!Io ho coccolato il mio "pallottolino" di pasta madre, ho sfornato una bella pagnotta e rinfrescandolo ogni giorno…mi ritrovo con un potenziale enorme ( che ho pure regalato) x tutta la settimana che arriva… è un pezzo di libertà che non ha prezzo.Grazie sempre a voi!

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