Natale for dummies

Ultimo post prima di Natale. Ci stiamo preparando tutti per le feste, i pranzi, le cene, le merende, i caffè con gli amici…un momento di condivisione e di attesa che si condensa spesso nel preparare un dolce, una torta, un pane da offrire.
Su molti blog e siti quest’anno spopolano panettoni con pasta madre, statisticamente molti di più rispetto all’anno scorso e questo non fa che riempirmi di soddisfazione.
Nelle ultime settimane mi hanno contattato infatti parecchie persone alla ricerca del lievito madre appunto per cimentarsi in un panettone da regalare agli amici per Natale. (Impavidi, eh, a cominciare con il panettone!)

Segno che il nostro lavoro piano piano comincia a incidere sui costumi della gente.

L’anno scorso mi ero cimentato anche io nel panettone, con buoni risultati: necessariamente diversi da quelli industriali ma più che soddisfacenti. Se volete provarci, beh, trovate i passaggi da qui in avanti. L’elenco completo dei passaggi lo trovate invece nell’indice delle ricette.

E’ importante ricordare, quando vi approcciate a ricette “impegnative” come queste, che il risultato sarà diverso rispetto a quello che siete abituati a vedere tra le corsie dei supermercati e le vetrine delle pasticceria. Attenzione, non ho detto peggiore, ma diverso. L’utilizzo di ingredienti più sani, gustosi, biologici, e la soddisfazione di aver fatto una cosa così grande da regalare alla vostra famiglia e ai vostri cari…beh, vale molto di più che mille panettoni comprati.

Ma torniamo a noi, al dolce di oggi. Quest’anno sto arrancando sotto un trasloco proprio nel periodo di Natale e non me la sono sentita di cimentarmi nelle solite  preparazioni classiche. Ho però voluto riadattare la ricetta del Pandoro, sistemandola e semplificandola anche per chi magari ha poco tempo o ha paura di cimentarsi nei dolci a pasta madre.
La “Stella di Natale” che vi presento, dunque, è facile, di sicura riuscita e, naturalmente, buonissima.

Stella di Natale
primo giorno, mattina (ore 9,00)
rinfresco della pasta madre
100 g di pasta madre
100 g di farina (tipo 0 biologica)
50 g di acqua
Rinfrescate la pasta madre come siete soliti fare, disciogliendola nell’acqua, aggiungendo farina e impastando per bene. Fate riposare a temperatura ambiente.
primo giorno, primo pomeriggio (ore 14,00)
lievitino
100 g di pasta madre rinfrescata (dell’impasto precedente, in pratica) +
50 g di farina tipo 0 bio
50 g di acqua tiepida
un cucchiaio di zucchero di canna
un tuorlo d’uovo
Sciogliete la pasta madre nell’acqua tiepida, aggiungete il tuorlo d’uovo sbattuto, lo zucchero e la farina. Impastate per bene (vedi foto) e lasciate riposare quanto più al caldo possibile (es. in una ciotola coperta nel forno spento con la lucina accesa).
primo giorno, sera (ore 19,00)
primo impasto
lievitino (250 g circa) +
200 g di farina tipo 0
30 g di burro morbido (a pomata)
30 g di zucchero di canna
due cucchiai di acqua tiepida
un uovo sbattuto
Aggiungete al lievitino l’acqua e l’uovo sbattuto. Mescolate per bene, aggiungete lo zucchero e la farina. Lavorate l’impasto come se doveste impastare un pane. Quando l’impasto comincia a essere omogeneo, aggiungere il burro morbido, cercando di incorporarlo al meglio. Coprite e fate riposare in un luogo il più possibile caldo e riparato per l’intera notte.
secondo giorno, mattina (ore 9,00)
secondo impasto
impasto precedente (sarà di circa 550-600 g) +
200 g di farina tipo 0 bio
100 g di zucchero di canna
due uova sbattute
un cucchiaino di sale marino
i semini di una stecca di vaniglia
140 g di burro morbido (a pomata)
Aggiungete al primo impasto, che avrà raggiunto più o meno la lievitazione della foto, gli ingredienti indicati, in questo ordine: le uova, lo zucchero, la vaniglia, il sale e la farina. Impastate per bene e a lungo fino a ottenere il solito impasto liscio e omogeneo. Ora aggiungete il burro a pomata, cercando di incorporarlo nell’impasto senza essere costretti o tentati di aggiungere altra farina. Questo è sicuramente il passaggio più fastidioso e dove sarete portati a frustrarvi, mollare tutto, mettervi a piangere, invocare San Bauli e San Motta. Ma resistete, ne vale la pena. Continuando a lavorare vedrete che tutto il burro verrà incorporato nell’impasto, e vi troverete con una “palla” profumata, liscia, unta e giallina tra le mani. Mmmmmm.
Disponete ora il vostro impasto nello stampo (se riuscite a trovare uno stampo per pandoro sarebbe perfetto: si trovano in commercio abbastanza facilmente sia di alluminio che di silicone).
Fate riposare, sempre coperto e al caldo, per tutta la giornata.
secondo giorno, serata (ore 19,00)
cottura
Questo è il momento in cui dovete avere più pazienza. Dopo due giorni di impasti avrete voglia di cuocere il prima possibile. Il profumo dell’impasto vi molesterà finchè non cederete e accenderete il forno. Ricordatevi, non avete fretta. Cuocere troppo in anticipo significa vanificare il lavoro di ore. O meglio, non proprio vanificare, ma sicuramente peggiorare.
Attendete che l’impasto sia lievitato adeguatamente. Se vi siete procurati uno stampo per un “pandoro” da un chilo circa, dovrebbe aver raggiunto, o magari superato, la sommità dello stampo. 
Nel frattempo accendete il forno a 180 °C. Una volta raggiunta la temperatura, infornate. Fate cuocere i primi 10 minuti circa a 180 °C, poi abbassate a 160 °C. Continuate la cottura per altri venti minuti circa, poi “testate” la cottura con uno stecchino. Una volta cotto, sfornate e sformate e fate raffreddare.
Se desiderate, cospargete la stella di natale di zucchero a velo.
Buon Natale a tutti!

Annunci

10 risposte a “Natale for dummies

  1. magnifica stella di natale, sicuramente piu genuina e piu naturale possibile, viene voglia di assaggiarla subito, altro che i soliti pandori industriali!!!!complimenti anche per la dettagliata ricetta ,da provare subito ,ciao

  2. Alle prese con la mia prima pm (anzi le mie prime due: una bianca e una integrale…che temeraria che sono…)…da ieri…e voglio essere ottimista: volendo preparare per Natale questa bellissima stella, il forno deve essere ventilato o statico (perdonate la domanda magari profana) 😉 Grazie!

  3. Carissima, ho iniziato ad impastare questa bella ricetta e mi sono accorta che c'è un errore nelle dosi, al primo lievitino delle 14:00 credo che la quantità di farina da aggiungere alla pasta madre sia di 100 g e non di 50 g come c'è scritto(altrimenti non si potrebbe ottenere un impasto totale di circa 250 g come specifichi oltre): In ogni caso non si potrebbe formare il panetto. Proseguo entusiasta, ciao 🙂 Loredana

  4. Ciao,considera che nell'impasto,oltre ai 200 g di pm+farina+acqua ci sono un cucchiaio di zucchero e un tuorlo d'uovo, per un totale di circa 250 g.Per la farina, se l'impasto risultasse davvero troppo liquido, se ne può aggiungere uno o due cucchiai, soprattutto se lo si lavora a mano e non con l'impastatrice.

  5. Il composto era troppo poco per lavorarlo in planetaria… l'ho impastato a mano e ho dovuto aggiungere 50 g di farina a quelli indicati perchè fosse possibile ottenere un composto maneggiabile.. spero di non aver compromesso il risultato finale 😦 Grazie per la pronta risposta

  6. Ciao,50 g di farina non compromettono nulla, tranquilla! Può darsi comunque che la farina che hai usato tendesse ad assorbire poca acqua, e quindi è stato necessario aggiungerne…Ogni farina è diversa dall'altra.

  7. Ciao,devi ricalcolare le percentuali di liquidi. La pasta madre usata nella ricetta ha un'idratazione del 50%. La tua liquida? Un po' di proporzioni e il gioco è fatto…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...