Un tarallo è per sempre…

Tra i prodotti da forno della tradizione panaria italiana (e non solo) mi risulta molto difficile stilare una personale classifica di preferenza. Ogni preparazione ha il suo gusto, il suo profumo, il suo sapore… e la sua piena dignità di restare nell’Olimpo del carboidrato. Vado a momenti insomma, a seconda della situazione, del clima, del luogo e del momento in cui mi trovo.
Ma, tra tutti, tre prodotti fanno eccezione. Beh, in primo luogo la pizza, primus inter pares, über alles, caput mundi, e chi più ne ha più ne metta…seguita, sui gradini più bassi del podio, a parimerito, come in una sorta di compensazione nord-sud, di bilanciamento tra mare e terra, il mio nettare e la mia ambrosia…la piadina e i taralli. Ovviamente, in ogni forma, variante, sapore, colore e sostanza.

Della piadina, anche detta, per gli amici – appunto – “cibo degli dei”, forse non abbiamo mai parlato (anche perchè la vera piadina, in realtà, sarebbe senza lievito…ergo, anche senza pasta madre)… e dei taralli…beh, dei taralli parliamo oggi.

Questi non sono i veri taralli “scaldati” pugliesi, che sono 1. scaldati = bolliti, 2. senza lievito. Ma sono più dei simpatici tarallini con lievito (madre), con molto olio extravergine di oliva e tantissimo finocchietto selvatico, un po’ come quelli delle macchinette automatiche che provano a deliziare con il loro “untume” i nostri crampi pomeridiani al lavoro.
Beh, questi sono meglio, molto meglio.

In primo luogo perchè fatti solo con pasta madre. (e cosa se no).
Poi perchè di sola farina di farro integrale (bio) macinata a pietra. E per finire perchè aromatizzati con dei veri fiori bio di finocchietto selvatico recuperati da un produttore marchigiano questa estate (quelli che si usano di solito per conciare le salsicce e la porchetta).

Avete già fame?

Tarallini di farro integrale con finocchietto selvatico
primo impasto:
200 gr. circa di pasta madre
200 gr. di farina
100 gr. circa di acqua
sciogliete la pasta madre, mescolate e impastate e fate riposare per circa 5/6 ore.
impasto:
350 gr. dell’impasto precedente (il rimanente potete utilizzarlo per un altro impasto o conservarlo in frigo per il pane della prossima settimana)
450 gr. di farina di farro integrale macinata a pietra
140 gr. circa di acqua tiepida
100 gr. di olio extravergine di oliva
10 gr. di sale marino
1 cucchiaio di semi di finocchio
4 cucchiai di fiori di finocchietto selvatico
Ammorbidite l’impasto precedente con l’acqua tiepida e aggiungete farina, sale, semi e fiori di finocchio e l’olio d’oliva. L’impasto sarà un po’ consistente e difficile da lavorare ma continuate a impastare con cura, l’olio vi aiuterà a mantenere una elasticità soddisfacente. Formate la vosta pagnotta e fate riposare per circa 5 ore.
Ora, facendo attenzione a non rovinare il vostro impasto, dividetelo in piccole parti e cominciate a lavorarlo con entrambe le mani come per formare un lungo grissino. Sempre più sottile, di un diametro inferiore al centimetro.
Ora tagliate questo grissino in parti uguali da 5-6 cm l’una e attorcigliatelo su se stesso, formando un piccolo anello. Disponete così il vostro tarallino su una teglia coperta da carta da forno, e fate riposare per altre 2/3 ore circa.
Passate queste ultime ore, infornate le vostre teglie di tarallini in forno già caldo a 200 °C circa per 10 minuti. Sfornatele, fatele riposare una ventina di minuti, poi re-infornatele per altri 10 minuti, per dare al tarallino l’ultima tostatura e croccantezza che lo manterrà, chiuso in un vasetto di vetro, anche per più di una settimana.
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