[Posta l’impasto] La pizza "quasi" napoletana di Raffaella

“Posta l’impasto” senza foto, putroppo, ma la ricetta e l’introduzione di Raffaella era talmente gustosa che la pubblico lo stesso. Ecco qui.

E’ una pizza croccante esternamente e morbida internamente, con un alveolo fitto fitto e la particolarità è che rimane così anche il giorno dopo.
Io non l’ho fatta tanto alta, perchè secondo me questa ricetta è più da pizza napoletana (bassa e dai bordi cicciotti ma croccanti), per intenderci.
Il condimento dipende dal gusto di ognuno: io essendo ligure faccio il sughetto tipo sardenaira (anche se questo impasto non ha nulla a che fare con la mia amata sardenaira o pizza all’andrea che si voglia) che consiste nel far imbiondire un bel po’ di cipolla, aggiungere la passata e un pizzico di sale. Prima di metter sull’impasto il sugo, metto sull’impasto in ordine sparso 1 o 2 spicchi di aglio con la camicia ma leggermente schiacciati, delle acciughe e delle olive rigorosamente taggiasche.

Pizza quasi napoletana.

140 gr PM rinfrescata 3 ore prima
225 gr Manitoba biologica
125 gr semola rimacinata
150 gr circa acqua tiepida (dipende dal tempo e dalla farina)
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai circa di olio d’oliva buono
1 cucchiaino scarso di miele del mio vicino (di castagno)

Ho lavorato l’acqua tiepida con la pasta madre e il miele. Ho aggiunto a poco a poco la farina di manitoba bio setacciata, la semola rimacinata, l’olio e per ultimo il sale e lo ho lavorato un po’. L’impasto risulta elastico e non appiccicoso e si sente un vago odore di olio…ho formato una palla, fatto il solito taglio a croce, coperta con un panno e lasciata riposare per circa 3 ore.
Appena ho visto che è cresciuta la ho stesa, prima col mattarello e poi con le mani leggermente unte per non rimanere attaccata all’impasto, e messa in 2 teglie, una rettangolare  da 29 x 40 e una rotonda da 20 cm di diametro circa.
Ho atteso ancora un po’ ( circa 1 oretta) l’ho condita e infornata con forno alla massima temperatura per circa 10 minuti (basta vedere quando l’impasto diventa dorato.. 😉
Mio commento: Ricetta sicuramente molto interessante, specie per quel condimento tipico ligure che ci fa venire l’acquolina in bocca.
Peccato l’utilizzo di farina Manitoba, anche se biologica, ricca di glutine per avere una lievitazione sempre più “spinta” ma per questo meno digeribile (e locale), ma si può provare a sostituire con una normale farina di grano tenero (sempre bio) o di farro. 
Complimenti ancora a Raffaella, da cui aspettiamo la foto di questa fantastica pizza!
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2 risposte a “[Posta l’impasto] La pizza "quasi" napoletana di Raffaella

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