Un pane con il lievito di birra!

Ma come, siamo nel sito della Comunità del Cibo Pasta Madre, il gruppo di fondamentalisti, i duri e puri della fermentazione casalinga, di quelli che passano tre giorni a vegliare un panettone in lievitazione prima di Natale, assicurandosi che sia ben coperto e che non prenda freddo…e c’è un post sul pane con il lievito di birra!
Arghhh, sacrilegio.
Non temete, questo titolo è una provocazione. Tale che non metterò nemmeno la ricetta, trattandosi di semplice “esercizio di stile”, ma che comunque apre il dibattito sul tema: “lievito di birra, se lo conosci lo eviti”, o meglio: “conosciamo i nostri nemici per combatterli”. Nei prossimi giorni, se riesco, scriverò infatti due righe su cos’è il lievito di birra e quanto ne viene consumato in Italia. Vi anticipo che sono numeri spaventosi.
Torniamo a noi. Appassionato di tutti i processi fermentativi alimentari, non potevo non addentrarmi nel magico mondo della birra fatta in casa.

vista del fermentatore dall’alto con lievito appena inoculato

Fare la birra in casa è molto divertente e abbastanza facile, se escludiamo la parte del processo di “pulizie delle attrezzature e dell’appiccicume diffuso per la casa e la cucina”. Ci sono vari livelli di approfondimento e di “smanettonaggine”, tanto che anche il più inesperto può realizzare in poco tempo e con poca spesa un prodotto bevibile.
Beh, sapete già che la birra è il risultato di un processo fermentativo degli zuccheri del cereale (solitamente orzo), trasformati prima da zuccheri complessi (amidi) in zuccheri semplici fermentescibili (attaccabili) dai lieviti. I lieviti cosa fanno? Si nutrono degli zuccheri e li trasformano in alcol e anidride carbonica.
E quindi, dopo qualche giorno di fermentazione, ecco che il nostro brodo primordiale di acqua, malto d’orzo e luppolo è diventato un brodo profumato e apprezzabilmente alcolico. I lieviti, terminati tutti gli zuccheri da mangiare, che fanno, poverini? Beh, muoiono (o almeno si riposano), e si depositano sul fondo del fermentatore. Imbottigliata tutta la birra ecco infatti che vediamo sul fondo una pappina grigio-scura tendendente al marroncino.

il deposito di lievito sul fondo del fermentatore

E ora qui nasce la domanda: ma i miei lieviti che in due settimane hanno lavorato la mia birra, saranno ancora affamati da affrontare una panificazione?
Detto fatto, con dosi rigorosamente a occhio, tali da far rabbrividire il più scientifico e chimico tra di noi, ecco subito un veloce impasto di farina, acqua, lievito di birra (nel vero senso della parola).

impasto in atto. lieviterà?

Lieviterà? Dovremo buttare tutto?
Con grande stupore, in meno di trenta minuti, l’impasto era già più che triplicato. I lieviti erano in salute, affamati come non mai. E così, poco dopo si è infornato e ci siamo gustati un buon pane alla birra.
Il pane presentava un profumo e un sapore molto forte, con un gusto amaro molto deciso, residuo della birra e dell’aromaticità del luppolo. La mollica era più fine, scura, ma apprezzabile. Insomma, un pane da abbinare a carne stufata magari, o formaggi decisi, come fanno in Irlanda.
Devo dire che l’aroma di birra era troppo forte, ma come esperimento, riuscito!
P.s. Ma a livello di gusto e di durabilità, nessun paragone rispetto al pane con pasta madre.

lie-vi-ta!

Concludendo, mi è piaciuto replicare il processo di quella che in passato era forse la vera produzione del lievito di birra (il nome deriverà pure da qualcosa, no?). Oggi non si fa più così, e il processo è molto più industriale di quanto pensiate, ma ne parleremo più avanti. Avrei potuto anche fare una “cultura” di questo lievito, rinfrescandolo come una pasta madre o alimentandolo con altro mosto da birra, ma ho preferito concludere questo esperimento.
Torno subito alla panificazione con la mia fedele pasta madre!

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6 risposte a “Un pane con il lievito di birra!

  1. Bell'esperimento! Non ci avevo mai pensato e si che mio marito fa la birra ormai da un po' di anni… senti ma la prepari con i kit pronti o con il cereale vero e proprio?

  2. Non smetto mai di stupirmi davanti a questo genere di "magie"…Grazie per aver approfondito questo argomento, perchè a chi mi chiede come mai preferisco fare il pane con la pasta madre non sapevo dare una spiegazione più esauriente…Ora invece sì.Grazie.Devo però porti un quesito:ho notato che rinfrescando la p.m.con farina integrale, ci mette di più a lievitare e il pane rimane più basso…Perchè? :(Un salutoneSilvia

  3. E io che pensavo di essere l'unica ad aver provato questo esperimento!Anche a me non era venuto poi tanto male, ma e` stato piu` il gusto di provare, poi sono tornata anch'io alla mia fedele pasta madre.Ad ogni modo W l'autoproduzione! 🙂

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